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Quando parli con un profumiere – un profumiere vero, non una specie di profumiere – una delle prime parole che userà ripetutamente è memoria. Chi scrive ha scelto di fare un mestiere, la ricerca, in cui un po’ di memoria diciamo che aiuta, nonostante sia incontrovertibilmente affetto da sindrome del pesce rosso.


Quando ho cominciato a occuparmi di profumeria, quindi, mi sono chiesto se non sarebbe stato meglio non aggiungere a un mestiere in cui mi serve la memoria, un secondo impegno in cui la memoria è centrale. Vista la mia frequentazione degli sport da combattimento, allora, ho pensato per un po’ di dedicarmi ai combattimenti clandestini di arti marziali miste; e Gioia era anche raggiante: già si immaginava di prendere due piccioni con una fava, ma l’entusiasmo si è esaurito non appena ha scoperto che la mia assicurazione non avrebbe mi avrebbe coperto, se fossi morto in un garage nell’intervallo tra due combattimenti di pitbull. 

Tutto questo per dire che la memoria è fondamentale non solo per un profumiere, ma anche soltanto nella nostra quotidiana elaborazione delle informazioni che l’olfatto ci trasmette. L’olfatto è spesso sottovalutato: si pensi soltanto che le nostre scuole dell’obbligo considerano parte necessaria della formazione un po’ di educazione musicale e artistica, ma non l’educazione olfattiva. Eppure l’olfatto è fondamentale in diversi ambiti: sengala i pericoli, comunica affinità, ci avverte di malesseri, potenziali problemi, oppurtunità eccetera.

Disegno di un'oliva dolce

Disegno di un’oliva dolce

Ora l’olea fragrans (oliva profumata), o osmanthus fragrans, è un cespuglio sempreverde coltivato in Cina da più di due millenni. Fu un gesuita portoghese, João de Loureiro, che alla fine del XVIII secolo descrisse la pianta per la prima volta, proprio nel periodo in cui nei porti di Canton e Macao si affollavano le navi dei mercanti dei mercanti che, salpando da Calcutta, trasportavano l’oppio indiano: la sola merce con la quale il Regno Unito era in grado di bilanciare le importazioni di tè, seta e porcellana cinesi. Ai mercanti dell’oppio installati nell’enclave di Canton, si mescolavano personaggi infinitamente più interessanti: artisti, reietti, mercenari, prostitute, fuggiaschi, ma anche botanici, naturalisti e studiosi. Insomma, l’umanità affascinante e proteiforme raccontata da Amitav Ghosh nel secondo capitolo della Trilogia della Ibis. Tra i marinai che parlavano correntemente due o tre lingue e che comincavano tra di loro in pidgin English, ci deve essere stato anche qualcuno che portò per sempre con sé il profumo dell’osmanthus, una cespuglio talmente popolare da dare il suo nome a una città, Guilin, ‘la foresta di osmantus dolci’. L’olea fragrans fu introdotta in Europa proprio dagli inglesi, che la portarono ai Kew Gardens nell’anno della rivoluzione francese. Tentarono poi di introdurla nella flora locale, ma indovinate? Con scarsi risultati (deduco che il mio progetto di arricchirmi coltivando mango qui in Inghilterra non è destinato a un avvenire migliore).

Ah, ma ecco il punto: il nome di questo blog è legato a una memoria olfattiva, che risale alla prima volta che ho collegato un odore sconosciuto alla sua fonte. Quando andavo al liceo, durante i primi giorni dell’anno scolastico fino alla fine di settembre, il piccolo e per molti versi fatiscente parchetto che attraversavo per raggiungere la scuola era pervaso, la mattina, da un profumo dolcissimo e forte. Era come se da ogni casa uscisse un profumo di marmellata di albicocche appena fatta e intiepidita, un profumo reso più sottile da note di limone e frutti esotici. Io, quell’odore, non lo capivo e per me, per anni, rimase ‘il profumo del mio liceo a settembre’, indissolubilmente legato al fresco pungente delle mattinate di settembre in Friuli, al latino e al greco.

Qualche anno dopo, mio padre piantò nel giardino di casa dei cespugli con delle foglie di un verde smeraldo scurissimo. Mi disse che si chiamano olea fragrans, quei cespugli, e che fioriscono due volte l’anno. Mi disse anche che hanno un profumo straordinario sprigionato da dei fiori minuscoli e piuttosto insignificanti. ‘Quando fioriscono?’, gli chiesi, ‘a giugno e a settembre’, rispose. Profumo straordinario. Fioriscono a settembre. Il ‘profumo del mio liceo a settembre’ era il profumo della seconda, fioritura dell’olea fragrans, quella più sontuosa, quella in grado di riempire l’aria di una città del profumo delle albicocche mature. O delle olive dolci.

 

  

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